Yaya e Lennie – The Walking Liberty

Yaya e Lennie - The Walking Liberty Locandina

Genere: avventura, animazione
Anno: 2021
Regia: Alessandro Rak
Voci: Ciro Priello, Fabiola Balestriere, Lina Sastri, Francesco Pannofino, Massimiliano Gallo, Tommaso Ragno, Fabrizio Botta
Sceneggiatura: Alessandro Rak
Fotografia: Alessandro Rak
Produzione: Mad Entertainment
Paese: Italia
Durata: 90 min

In che scenario si posiziona l’animazione italiana? Da anni si assiste a numerose riflessioni sul ruolo che questo genere e le rispettive tecniche rivestono nel panorama tricolore ma ancora non si assiste a una crescita convinta e sentita di produzioni di questo tipo. A Napoli, tuttavia, questo infinito universo di possibilità narrative sembra aver trovato la sua culla ideale. Dal 2010, infatti, lo studio partenopeo Mad Entertainment continua a rivoluzionare le prospettive sull’animazione con cortometraggi e film di qualità, ottenendo già nel 2013 un prestigioso riconoscimento agli European Film Awards. A undici anni dalla sua fondazione, lo studio torna in scena con un nuovo lungometraggio scritto e diretto da Alessandro Rak, Yaya e Lennie – The Walking Liberty. La 74esima edizione di Locarno Film Festival è diventata l’occasione per un’anteprima speciale sotto le stelle del mitico cinema all’aperto di Piazza Grande.

Yaya e Lennie sono due ragazzini uniti da un’intesa unica in cui emozioni e pensieri si completano. Sfuggiti al sistema di reclutamento di una misteriosa organizzazione futuristica, i protagonisti si avventurano alla ricerca di una nuova casa in un futuro non troppo lontano in cui Napoli e il mondo intero sono completamente ricoperte da una foresta impervia in cui si nascondano solo lontani ricordi di una civiltà consumata da catastrofi ecologiche. Attraverso incontri inaspettati e separazioni forzate, Yaya e Lennie scopriranno nuovi lati di loro stessi e troveranno nuove prospettive sul significato di libertà.

Il collettivo creativo napoletano Mad Entertainment dopo i grandi successi de L’arte della felicità e di Gatta Cenerentola torna in scena con un nuovo racconto capace di lasciare il segno nell’immaginario del cinema d’animazione italiano. Il duo protagonista composto da una ragazza determinata, coraggiosa e a tratti cocciuta e da un omone simpatico, tenero anche se un po’ ingenuo si rivolge a un pubblico ancora più ampio di quello dei precedenti film senza però perdere il tratto distintivo di casa Mad. Dopo una prima parte a tratti un po’ macchinosa nella costruzione del rapporto tra i due protagonisti, il regista Alessandro Rak insieme a tutta la squadra creativa compone un inno alla libertà di sognare, vivere e, sì, anche sbagliare grazie a una messa in scena ricca di dettagli e sequenze che sono vere e proprie chicche per tutti i cinefili. È impossibile, infatti, non citare, oltre alla scena con Il grande dittatore di Chaplin, quelle che vedono Yaya e Lennie danzanti in un cielo stellato che unisce incontenibile e gioiosa fantasia delle immagini a una cura tecnica e uno stile unico nel suo genere.

Il viaggio di questi due ragazzini in fuga da una società che li vorrebbe intrappolati in rigidi schemi in cui la diversità e la creatività non trovano spazio diventa anche un’occasione per sperimentare nuovi scenari e palcoscenici. Le ambientazioni urbane dei precedenti film, infatti, lasciano spazio ai forti contrasti di una natura apocalittica minacciata dall’avanzata di un’urbanizzazione soffocante e tossica. Due ordini di caos e prospettive del mondo, costantemente ritratti con cura appassionata e appassionante nelle luci e nei colori, si trovano così faccia a faccia, suggerendo allo spettatore di ogni età e background riflessioni tutt’altro che banali. Infine, l’ultima nota di merito va al cast delle voci, ognuna eccezionale a modo suo, in cui si distinguono l’insuperabile Lina Sastri e l’istrionico Francesco Pannofino.

Con poesia e un lucido sguardo sull’attualità, Yaya e Lennie – The Walking Liberty è senza dubbio la scelta giusta per regalare a un pubblico di ogni età e background un racconto avvincente, coinvolgente e soprattutto genuino da vivere sul grande schermo.

Recensione a cura di Federica Gaspari
Voto: 7 e mezzo
Pubblicata anche su IlTermopolio

Immagini tratte da:

Press Library Locarno Film Festival

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